A PROPOSITO DI CENTRI ESTIVI

Riceviamo questa lettera che pubblichiamo volentieri, dato che il tema dei centri estivi per i bambini interessa tutti quanti i cittadini:

Buongiorno,

sono una mamma di tre figli (8 e sei anni, di cui due gemelle)
residente a San Donato Milanese Concentrico, posto questo messaggio
perchè è di interesse comune a tutti i cittadini di san Donato
Milanese, indipendentemente dal quartiere di residenza.

La questione verte sui centri estivi gestiti dal comune. Come ogni
anno sono state aperte le iscrizioni ai centri estivi per i bambini
della scuola materna, primaria e secondaria dai 3 anni ai 14, servizio
essenziale per le famiglie con bambini e con genitori entrambi
lavoratori.

La differenza rispetto gli altri anni è il prezzo praticato dal
Comune, ovvero è stato applicato un incremento di ben 30 euro,
determinando un aumento di più del 30%.
Premettendo che i prezzi praticati dal Comune di San Donato Milanese
negli anni scorsi, circa 90€ a settimana per bambino, non erano
comunque economicissimi considerando sia il servizio offerto sia
effettuando un confronto diretto con lo stesso servizio gestito dal
comune di San Giuliano Milanese, 50€ a settimana a bambino.

Quest’anno come si può capire dal prezzo € 121 a bambino a settimana,
il divario si è incrementato enormemente mentre il servizio è rimasto
lo stesso.
L’unica cosa che quest’anno è cambiata è lo sconto che viene
applicato sulla retta del 3° figlio, ben il 20%. Considerando che la
media nazionale di figli a famiglia non raggiunge neanche il secondo e
considerando che una famiglia dovrebbe avere, quindi, i figli iscritti
a centro estivo per poter usufruire dello sconto, mi sento
profondamente presa in giro.
Io eccezionalmente entrerei a far parte della schiera dei pochi a
poter usufruire dello sconto sul 3° figlio, ma visto il costo della
retta degli altri due è comunque troppo cara.

Facendo, quindi, un rapido conto dovendo iscrivere i miei figli al
centro estivo solo per il mese di luglio (5 settimane) con la retta
praticata quest’anno avrei un costo di € 1.700,00 circa, contro un
costo di € 1.350,00 applicando la retta del 2008.
Considerando la stessa ipotesi ma a San Giuliano Milanese (€ 50,00,
con sconto del 25% dal secondo figlio) avrei un costo complessivo di €
625,00.

COME E’ POSSIBILE !

Questa è l’ennesima conferma che il Comune di San Donato Milanese sta
diventando un comune per gente ricca, visto il prezzo delle case, e
possibilmente senza figli visto i servizi offerti ad un prezzo quasi
doppio rispetto altri comuni limitrofi.

Capisco che i Comuni con il taglio dell’ICI si trovino a dover
affrontare una riduzione delle entrate ma le famiglie con figli non
possono essere la soluzione al problema, anzi dovrebbero essere
aiutate, specialmente in questo periodo di crisi generale, e comunque a
fronte di un risparmio ICI di circa € 200,00 io avrei un incremento di
spesa di circa € 350,00.

Claudia Convalle

 

Cara sig.ra Claudia,

in merito al tema che lei propone, mi sento di fare alcune considerazioni. Sicuramente l’offerta del Comune è di buona qualità e probabilmente vale il prezzo che viene richiesto. Tuttavia, soprattutto in un momento di difficoltà economiche che investono tutti, puntare sulla qualità alzando così cospicuamente i costi di un servizio che ormai risulta indispensabile per le famiglie (ci sono passata anch’io!) sembra una scelta davvero controcorrente, che non fa altro che mettere in crisi le famiglie con bambini.

Certo, esistono anche altre possibilità: gli oratori estivi, per esempio, le offerte di altre società (sempre a pagamento però) o, per chi può, i “soliti” nonni. Tuttavia c’è da chiedersi il perchè di certe scelte che risultano penalizzanti per chi, come lei, ha avuto il “coraggio” di mettere al mondo tre bambini. Nel momento in cui un’Amministrazione dichiara di voler essere a sostegno della famiglia, dovrebbe poi agire coerentemente. Lo stesso problema era sorto in autunno con il servizio di ludoteca. A che serve allora premere per l’housing sociale, insistere sul tema delle giovani coppie che non possono permettersi una casa e debbono “migrare” in altri comuni se poi, quando si fanno dei figli, si viene tartassati?

La coperta è evidentemente corta e ciò che viene tolto da una parte, come giustamente rileva lei stessa citando il caso dell’ICI, viene poi recuperato dall’altra. Però questo tentativo, legittimo, di far quadrare il cerchio sembra si scarichi ancora una volta sugli stessi soggetti: le famiglie, in particolare le donne.

Un caro saluto,

Luciana Menegazzi

A PROPOSITO DI CENTRI ESTIVIultima modifica: 2009-05-14T10:10:22+02:00da luciarch
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