IL PUNTO SULLA SICUREZZA

Facciamo il punto sulla sicurezza nel nostro quartiere, ampliando il discorso a tutto il Comune, perché la sicurezza non è un problema che possa essere circoscritto ad una zona. Il punto nevralgico, quello dove il problema-sicurezza salta di più agli occhi, è sicuramente Piazza Tevere. Con l’arrivo della bella stagione, passato il momento di “crisi” dopo la maxi-retata di via Di Vittorio, la piazza ha ripreso a popolarsi di persone. Uomini senza occupazione, di diverse nazionalità, alcuni pregiudicati,che stazionano in piazza tutto il giorno, facendola diventare territorio off-limits per i cittadini di Certosa.

In questo spazio che sembra essere diventato di loro esclusiva proprietà, costoro bivaccano alla luce del sole (letteralmente), sulle panchine ma anche nelle aiuole, mangiando e soprattutto bevendo litri di birra, che si procurano a casse presso i negozi della piazza. La birra bevuta in quantità, si sa, provoca principalmente due effetti; il primo è la necessità di urinare di frequente, attività che viene svolta anch’essa alla luce del sole, in mezzo al verde ma anche di fronte alle persone che passano. Anche i bisogni più “grossi” vengono naturalmente espletati, anche al di fuori della piazza, per esempio presso la fioriera dell’ex-canneto verso la fermata dell’autobus sulla via Emilia (rimosso ma mai sostituito con altre soluzioni, come invece promesso). Il secondo, ma non meno importante effetto della birra, è l’alterazione dovuta all’alcol. Quest’ultima porta a continui alterchi tra i gruppi presenti nella piazza, con discussioni, urla e talvolta risse con pugni che volano. Talvolta il grado di ubriachezza è tale che questi personaggi si reggono in piedi a malapena. Il lato però davvero triste della vicenda è che i vigili urbani, di recente presenti più frequentemente in piazza, non fanno nulla. Si limitano ad osservare oppure, come accaduto di recente, a “consigliare”i bivaccatori di gettare bottiglie e lattine nei cestini dopo aver bevuto. Il tutto mentre magari con un adeguato appostamento, la stradale dà qualche multa agli automobilisti che transitano in via Piave, costringendoli a fermarsi in posizioni oltremodo pericolose.

 La situazione non è più tollerabile e crea problemi non solo ai passanti (che non possono più transitare nella piazza o nelle sue vicinanze) ma anche alle attività commerciali che si affacciano su piazza Tevere, prese di mira per occasionali furti o per infastidire le commesse. Alla situazione indecorosa e indecente di piazza Tevere si assommano altre situazioni che disturbano l’intero quartiere: il consumo di droga durante la notte dietro le siepi lungo il muro della ferrovia e nel parcheggio prospiciente l’asilo di via Greppi, gli schiamazzi notturni, le pallonate e il degrado davanti la Chiesa, i rifornimenti di droga nel punto in cui termina il tunnel della ferrovia dietro via Olona, il degrado del parcheggio non recintato di proprietà della Pirelli, il tunnel per via Parri, mai messo in sicurezza.

Certo, c’è qualche telecamera (una all’imbocco del sottopasso, una in piazza Tevere) ma, lo sappiamo ormai bene, non servono a nulla. Non esiste una centrale operativa delle Forze dell’Ordine (promessa in campagna elettorale) che possa monitorare queste postazioni h24, le immagini vengono sovraimpresse dopo una manciata di ore e per visionare le registrazioni occorre il permesso del magistrato. Che dire poi dei proprietari di casa, che non rinnovano i contratti ai vecchi inquilini per affittare a gruppi di extracomunitari, dei quali magari solo l’intestatario del contratto risulta in regola, il tutto con il benestare degli amministratori di condominio? Eppure il patto per la sicurezza varato dal governo prevede la possibilità di effettuare controlli in questo senso. Per tornare al controllo del territorio, certo, i turni dei vigili in questo periodo sono stati prolungati, come apprendiamo da un articolo dell’“Eco” del.24.06.09: un turno dalle 18.00 alle 24.00 da maggio a ottobre, più un turno dalle 24.00 alle 6.00 in luglio e agosto. Questo è un passo avanti, ma i vigili devono anche intervenire, non solo pattugliare.

 In un articolo della “Gazzetta del Sud Milano” del 22.06.09, dove si dichiara che i rapporti tra l’Assessore alla Sicurezza Gargani e il Comandante dei Vigili sono idilliaci, lo stesso Comandante Nicolì specifica, a fronte della constatazione che i controlli sono insufficienti, soprattutto per quanto riguarda l’accattonaggio molesto, che i Vigili sono obbligati ad intervenire su segnalazione dei cittadini. Mi permetto di far notare come, purtroppo, questo sovente non accada. Quante volte noi abitanti di Certosa abbiamo segnalato gli extracomunitari che urinavano in piazza (atti osceni in luogo pubblico) o che bivaccavano (contravvenendo l’ordinanza anti-bivacchi e anti-consumo di bevande alcoliche all’aperto) e non abbiamo ottenuto nulla. Quante volte gli abitanti di via Di Vittorio hanno segnalato le automobili in divieto di sosta, e non hanno ottenuto risultati.

Dunque, come si suol dire, il difetto sta nel manico. Le leggi ci sono, le ordinanze del Sindaco anche, il personale magari scarseggia, però c’è e i turni sono stati prolungati. Dunque manca solo la volontà di far rispettare le leggi. E’ un’affermazione forte, lo so, ma condivisa da tanti cittadini. Ed è su questo che chi di dovere avrà da lavorare se vuole che la tanto ricercata “sicurezza” non sia solo una parola vuota.

L.M.

(Gli articoli in rassegna stampa)

IL PUNTO SULLA SICUREZZAultima modifica: 2009-06-27T20:01:00+02:00da luciarch
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