UN COMMENTO “AD HOC”

Vorrei mettere in primo piano un commento, appena arrivato (di Daniele B.), che sottoscrivo in pieno. E’ riferito all’articolo del “Giorno” di cui abbiamo appena trattato. Posso solo aggiungere che i titoli non sono quasi mai scelti dal giornalista che ha scritto l’articolo. Purtroppo vengono “costruiti” per vendere e giocano spesso sul sensazionalismo o a far leva sulle paure della gente. Grazie ancora per l’intervento, Daniele.

L.M.

“Direi che il titolo dell’articolo è da condannare e non fa onore a quella che può essere una giusta causa. Purtroppo un giornalismo di tal fatta rischia di provocare più danni che altro: quanta gente ormai, spinta da titoli ed articoli di questo tenore, associa l’immigrazione alla criminalità? Personalmente (come tanti) evito di acquistare pubblicazioni che sbandierano titoli di questo tenore – e lo dico sperando che la redazione del “Giorno” legga e assimili la critica. In ultima analisi ho il sospetto che la politica ormai si nutra ampiamente dei veleni lanciati dalla stampa (un connubio inscindibile) e di conseguenza, tenda ad accentuare, più che a risolvere, i problemi. Direi che l’insicurezza fa molto comodo a chi elettoralmente sbandiera a gran voce la “sicurezza”. Piazza Tevere fa schifo, sicuramente, ma a chi (a parte chi vi abita o transita) importa? Noi siamo il quartiere da sempre “povero” di una cittadina ricca, degli immigrati (italiani o stranieri), e Piazza Tevere il nostro (amaro) biglietto da visita. Come a dire: eccoli, i meridionali del mondo, sporchi e cattivi. Guardatevi da loro. Per chi come me abita in questo quartiere, sa che la situazione è ben diversa: milanesi, pugliesi, siciliani, senegalesi, sudamericani, romeni, albanesi, vivono e convivono assieme, in una mescolanza senza troppi problemi. Una mescolanza che solo i “posti comuni”, le piazze, i giardini, gli oratori, possono alimentare. Non c’è niente di peggio che rintanarsi soli in casa, davanti alla TV, ed aver paura del vicino che non si conosce. Per questo Piazza Tevere deve rinascere ed ospitare gente che vuole incontrarsi serenamente. Per questo deve cambiare architettura, aprirsi all’esterno, come tutte le classiche piazze dell’Italia di una volta, fatte per incontrarsi e conoscersi, guardarsi, confrontarsi.”

UN COMMENTO “AD HOC”ultima modifica: 2009-08-24T15:58:58+02:00da luciarch
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