E SE LA CAMPAGNETTA….

Riprendiamo un interessante articolo del “Cittadino” del 24/12, riguardante la sorte delle cascine milanesi e dell’immediato hinterland:

“Il comune di Milano è proprietario di 59 cascine che devono restare tali. Non possiamo presentare ad Expo 2015 una fiera dell’agroalimentare in una città che non avrà più alcuna traccia di attività legate al suolo». La presa di posizione è arrivata nei giorni scorsi dalla federazione di Milano e Lodi della Coldiretti, andando a sollevare una tematica che lambisce San Donato Milanese e altre realtà come Peschiera. Delle 59 testimonianze rurali che costituiscono oggi la “Milano della terra” – che porta in dote nonostante tutto 2200 ettari ancora coltivati – almeno cinque si trovano nel sud est, ai confini con il Sudmilano. Sono San Bernardo e cascina Grande a Chiaravalle, Vaiano Valle, Nosedo e San Giacomo in zona Porto di Mare. E per ciascuna di queste zone non manca un progetto di riconversione immobiliare, spinto dall’enorme dibattito che si è rimesso in moto negli ultimi mesi su dove sia ancora possibile costruire, in una delle città a più alta densità d’Europa. (…) Coldiretti lancia la proposta di quattro grandi parchi (Lambro, Vettabbia, Trenno, delle cave) con le cascine in mezzo, a fare da attrattore turistico anche in vista di Expo. «È proprio così – chiarisce Luigi Simonazzi, segretario federale per la zona di Milano e Lodi – i costi medi di riconversione di un ex insediamento agricolo si aggirano sugli 8 milioni di euro per un numero di appartamenti non a tappeto. Sono cifre dalle quali si rientra in tempi lunghi o lunghissimi. Allora tanto meglio sostenere l’agricoltura con canoni di affitto bassi, dove ancora c’è agricoltura, e valutare se le situazioni di abbandono o semiabbandono non si possano spendere meglio che con demolizioni e ricostruzioni». L’associazione di categoria con 70mila iscritti lombardi settimana scorsa ha dato vita al seminario di studio “Cascine Expo 2015”. Dal convegno un segnale importante: il primo cittadino di Milano Letizia Moratti ha manifestato ampia apertura all’idea di un “sentiero delle cascine” attorno all’ingolfata metropoli. (…)Ma noi chiediamo: meglio costruire all’Ortomercato, che fra un po’ andrà comunque in parte demolito, o andare a giocarsi gli ultimi scampoli del Parco Sud milanese?».Emanuele Dolcini (l’intero articolo in rassegna stampa).

Come non evidenziare che, in questo discorso di valorizzazione delle cascine rimanenti e dei pochi scampoli di verde ancora esistenti attorno alla metropoli, gioca un ruolo fondamentale proprio la nostra “Campagnetta”, unico (ed ultimo) terreno che consentirebbe la realizzazione dell’intero parco della Vettabbia, da Chiaravalle a Viboldone? Insomma, anche Coldiretti potrebbe forse sposare la causa della Campagnetta….

E SE LA CAMPAGNETTA….ultima modifica: 2009-12-26T15:46:00+01:00da luciarch
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