CERTOSA: UN QUARTIERE DIMENTICATO

Con questo articolo, il “Cittadino” di oggi prende spunto dal nostro Comunicato Stampa per tornare sul tema della sicurezza:

“«Alle nostre 200 firme protocollate in ottobre per chiedere più sicurezza a Certosa non è mai arrivata alcuna risposta». Così, i residenti dell’agglomerato urbano che circa un anno fa avevano animato una protesta che era approdata anche sul piccolo schermo, con l’obiettivo di sollecitare l’attenzione dell’esecutivo di centrodestra, si sentono dimenticati dalle istituzioni. In una nota stampa diramata dai promotori del blog (http://percertosa.myblog.it), che si era fatto portavoce della sentita istanza, fanno sapere: «Le dichiarazioni rilasciate nei giorni scorsi dall’assessore Simona Gargani, in cui invita i cittadini a organizzarsi in comitati spontanei, ci lasciano a dir poco attoniti. Non capiamo sinceramente in che cosa consisterebbe questa possibilità, dato che nei quartieri, almeno in quello di Certosa, non sono mai arrivate simili proposte, sotto nessuna forma. Se l’assessore Gargani volesse veramente interessarsi dei problemi dei quartieri e dei cittadini avrebbe già molto materiale a sua disposizione: basterebbe contattare i comitati già sorti, rispondere alle petizioni popolari, leggere i blog e interloquire con i loro gestori, leggere la rete civica Recsando e, magari, proporre un’integrazione allo Statuto che preveda l’istituzione dei comitati di quartiere per tutte le aree e non solo per Poasco». Dall’altra parte, la Gargani, fa sapere: «Abbiamo preso atto della situazione di Certosa, di cui conosciamo le problematiche lamentate dai residenti, e ci stiamo organizzando per fornire loro delle risposte. Nell’ambito infatti della riorganizzazione della polizia locale è previsto un potenziamento dei controlli, soprattutto in piazza Tevere, mediante passaggi molto più frequenti da parte delle pattuglie dei vigili. Inoltre, mi impegnerò a far si che l’ordinanza anti bivacco varata dal sindaco venga inserita nel Regolamento urbano della città, al fine di istituzionalizzare questo divieto che va nella direzione di garantire un clima di viviblità nelle piazze e nei giardini del nostro territorio». Ma con l’occasione i portavoce di Certosa, in termini di opportunità di partecipazione, non nascondono la propria delusione. E lanciando una frecciata alle scelte dell’esecutivo, ricordano: «Sappiamo bene infatti che la delega “ai quartieri” assegnata a suo tempo dal sindaco al consigliere Marino si è rivelata, come volevasi dimostrare, solo un’operazione di facciata».

Possiamo aggiungere che ci fa piacere che l’Amministrazione dica di conoscere le “problematiche lamentate dai cittadini”, però a queste problematiche in tre anni non è stata data risposta. Il Sindaco sarebbe tenuto a rispondere, in prima persona o tramite un suo delegato, nell’arco di trenta giorni alle petizioni, ma risposte nemmeno l’ombra. Aumentare i controlli serve ma non risolve. Nella petizione abbiamo chesto un presidio fisso dei vigili. Per quanto riguarda l’ordinanza anti-bivacco, l’Amministrazione arriva tardi: al momento attuale, infatti, i frequentatori della piazzetta sono ben attenti a non bere e a non bivaccare, in modo da non dare nell’occhio. Però piazza Tevere è sempre piena di uomini in età laborativa che non fanno nulla tutto il giorno se non parlare al cellulare e tra di loro. Chi sono? Che cosa ci fanno lì? Di che cosa vivono? Spiace dirlo, ma le parole dell’Assessore, riportate dal “Cittadino”, ci lasciano ancora una volta delusi.

CERTOSA: UN QUARTIERE DIMENTICATOultima modifica: 2010-04-03T18:17:00+02:00da luciarch
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