SENZATETTO: LA NUOVA EMERGENZA SOCIALE

Senza nome.jpgCambia il luogo, ma non la sostanza: stamattina un senzatetto dormiva sulle panchine del parco di via Olona, coperto da teli di spugna. Il fenomeno dei senzatetto che dormono all’addiaccio si sta ormai trasformando in una vera emergenza sociale. Chi sono queste persone? Sono gli stessi che poi stazionano in piazza Tevere? Se così fosse si tratterebbe di persone comunitarie con un lavoro, come ci ha spiegato poco tempo fa il Comandante dei Vigili Urbani, dunque dovrebbero avere qualche entrata che permetterebbe loro una sistemazione decente in qualche alloggio in coabitazione. A meno che questi famosi contratti di lavoro non siano fittizi, fatti solo per eludere i controlli e il rimpatrio forzato dato che, dopo tre mesi dall’ingresso nel nostro Paese, un cittadino comunitario deve comunque dimostrare di potersi mantenere. Oppure questi homeless sono  altre persone ancora? Come fare a censirle, ad avvicinarle, a sapere se vogliono un aiuto? Di tutto questo ha parlato ieri il Comitato Quartiere Certosa con l’Assessore ai Servizi Sociali Zampieri. Le principali risultanze dell’incontro sono state due: per i senza casa che risultano residenti a San Donato c’è l’obbligo da parte del Comune all’assistenza; inoltre, a seguito delle segnalazioni del Comitato, i Servizi sono stati allertati riguardo questa emergenza. Oltre non si è potuti andare: i Servizi intervengono dietro segnalazione, ma come si fa a segnalare chi dorme su una panchina e al mattino fà i bagagli e se ne va, magari dormendo ogni notte in un posto diverso? E’ emersa insomma immediatamente la scollatura tra un servizio che ha numerose possibilità e frecce al suo arco (anche attraverso l’appoggio alle associazioni assistenzali presenti sul territorio) ma che non sa come venire in contatto con questa che è una nuova emergenza sociale. Emergenza che, a nostro parere, esploderà con i primi freddi, quando non ci sarà più il rifugio di Carta e Valori per bivaccare con un tetto sulla testa e questi poveretti rischieranno l’assideramento. Nel Comitato si è fatta largo una convinzione: l’unico modo per mettere in contatto queste sacche di nuova povertà con le possibili fonti d’aiuto sarebbero dei gruppi di volontari sul modello dei “City Angels”: persone formate che, la notte, girano per la città portando soccorso o informando sulle possibilità che ci sono per questi indigenti di iniziare un percorso che li porti fuori dall’emergenza. Chi ci penserà?

SENZATETTO: LA NUOVA EMERGENZA SOCIALEultima modifica: 2011-07-06T17:16:00+02:00da luciarch
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