ASSISTENZA SOCIALE: NUOVI PROGETTI PER NUOVE EMERGENZE

La stampa locale si è interessata al problema dei senzatetto di Certosa, che avevamo già segnalato su queste pagine, con due articoli, uno pubblicato sul “Cittadino” e l’altro sulle pagine locali del “Giorno”, entrambi in edicola ieri. Segno che la tematica non è di poco conto. Si tratta anche di capire come coinvolgere i Servizi Sociali nella soluzione di questo problema, dato che dall’incontro del Comitato con l’Assessore Zampieri, è emerso uno scollamento tra la rete di assistenza e questi individui cosiddetti “invisibili”. In poche parole, se essi stessi non chiedono aiuto o se non arriva una segnalazione da qualche cittadino, i Servizi non si attivano. Ecco perchè è nata l’idea di rivolgersi ai City Angels: quel modello di assistenza potrebbe fornire l’anello mancante della catena della solidarietà e mettere in contatto, tramite il lavoro sul territorio, chi ha bisogno con chi fornisce un aiuto. Purtroppo c’è anche da dire che i comuni dell’hinterland sudmilanese non possiedono nè dormitori nè mense collettive e nemmeno i bagni pubblici. Ma con i tempi che corrono e le emergenze sociali che aumentano anche tra i nostri connazionali, noi crediamo che la rete dell’assistenza sociale non possa esimersi dal considerare il problema dei senzatetto sotto una nuova luce, formulando magari nuovi progetti più in linea con le nuove emergenze. Un’ultima nota: ringraziamo le due giornaliste per la precisione e la correttezza dei loro articoli. Ci spiace invece per certi titoli “ad effetto” che sembrano raffigurare un clima di intolleranza o di fastidio da parte dei cittadini di Certosa. Naturalmente ciò non è colpa di chi scrive l’articolo ma dei titolisti, i quali devono attirare l’attenzione. Un po’ più di delicatezza però, in certi casi, sarebbe opportuna.

 “«A questo punto, per affrontare l’emergenza sociale che coinvolge il nostro quartiere, contatteremo i City Angels». Così, il comitato di Certosa, di fronte alla presenza di più persone (sembra siano quattro) che, quando si spengono le luci, utilizzano gli spazi pubblici come camere da letto, si mostrano decisi a rivolgersi alla nota associazione milanese di volontariato. Anche perché, dal colloquio che i portavoce della zona hanno avuto martedì con l’assessore ai servizi sociali Marco Zampieri, è emerso che il comune può attivarsi solo nel caso in cui i diretti interessati si rivolgano ai servizi. Mentre gli ospiti dell’agglomerato urbano non sono clochard e paiono poco intenzionati a lanciare appelli alle istituzioni. «Alcuni lavorano – sottolinea l’assessore -, e sono tutti cittadini comunitari, che riescono a reperirsi da mangiare, si cambiano gli abiti, ma non si sono organizzati con un alloggio». Forse sono gli stessi che negli inverni passati avevano trovato rifugio nello stabilimento ex Carte e Valori. La situazione è stata segnalata anche agli assistenti sociali, ma pare che l’ingranaggio imposto dalla burocrazia in qualche modo ostacoli la possibilità di intervento. Intanto, dopo l’immagine di settimana scorsa del giovane che pernottava su un materasso abbandonato in prossimità di Piazza Tevere, ieri mattina, un altro residente, mentre si recava al lavoro, ha immortalato uno straniero che dormiva su una panchina. Si aggiunge il noto caso di un signore che per un periodo ha pernottato in macchina, portandosi nel bagagliaio le valigie con gli indumenti puliti. E poi ci sono i cuscini, vicino alla stazione. La delegazione civica da una quindicina di giorni si sta occupando di questo fenomeno che è tutto concentrato nell’agglomerato urbano separato dal resto della città dalla via Emilia. Qualcuno di questi ragazzi sembra si sia rivolto allo sportello Caritas, da cui sarebbe uscito con dei vestiti. Ma in attesa che venga ultimata la struttura di accoglienza prevista a San Giuliano, non ci sono soluzioni a portata di mano per senza tetto. Resta il dormitorio pubblico milanese di via Ortles, che rimane nella parte Sud della metropoli, ma sconta una difficoltà di collegamenti con l’hinterland. «Sono i cosiddetti invisibili – riflette Zampieri -, che in qualche modo hanno fatto la loro scelta. Pur volendo, se loro spontaneamente non arrivano in comune, non è facile aiutarli».” (…segue in rassegna stampa)

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ASSISTENZA SOCIALE: NUOVI PROGETTI PER NUOVE EMERGENZEultima modifica: 2011-07-08T18:34:49+02:00da luciarch
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