PIU’ DI CENTO PERSONE IN PIAZZA PER LA SICUREZZA

Più di cento persone hanno pacificamente occupato piazza Tevere, a Certosa, nella serata di venerdì 23 settembre. L’incontro coi cittadini, organizzato dal Comitato Quartiere Certosa, aveva lo scopo di sentire la voce dei residenti in merito al problema della sicurezza nel quartiere, in particolare dopo gli incresciosi fatti avvenuti domenica 11 settembre, che hanno visto il quartiere trasformarsi nello scenario di una guerriglia urbana alimentata dal lancio di bottiglie di vetro. Protagonisti del triste episodio, i soliti bivaccatori che occupano stabilmente la piazza, per lo più rumeni e albanesi, allontanando gli altri abitanti che considerano ormai la piazza off-limits.

Nonostante un guasto nell’impianto di amplificazione, che ha costretto ad usare un megafono improvvisato, la serata si può dire molto riuscita: oltre all’alto numero di partecipanti, si percepiva un forte desiderio di fare qualcosa di concreto per uscire da una situazione divenuta intollerabile.

Molte sono state le testimonianze di ciò che accade normalmente in piazza Tevere e dintorni: le minacce da parte di questi stranieri a chi si siede sulle panchine (tanto che gli anziani sono costretti a sedersi sui muretti, in disparte), l’utilizzo di vari punti isolati della piazza e di via Tagliamento per fare i propri bisogni a cielo aperto, incuranti dei passanti e di chi si affaccia alle finestre, la sporcizia lasciata al mattino, con il povero spazzino costretto a raccogliere decine e decine di bottiglie vuote abbandonate dappertutto, le risse frequenti. Ciò che forse addolora di più gli abitanti del quartiere è il fatto che una parte del territorio, proprio la piazza principale, sia di fatto “proibita” per loro, mentre questi gruppi ne hanno preso stabile possesso con la prepotenza. Di qui una rabbia nemmeno troppo contenuta, anzi, decisamente esibita durante la serata, e una quasi totale sfiducia, sia nell’Amministrazione attuale, sia nei confronti delle Forze dell’Ordine. I cittadini di Certosa si sentono abbandonati a se stessi e in balìa di un gruppo di “usurpatori” e chi dovrebbe essere preposto a difenderli non lo fa o non ci riesce. Purtroppo, infatti, a nulla sono servite le azioni di censimento dei frequentatori della piazza da parte della Polizia Locale. Questi personaggi, hanno detto in molti, esibiscono contratti di lavoro falsi. Se infatti lavorassero veramente e continuativamente, come potrebbero essere in piazza durante il giorno? E come potrebbero ubriacarsi tutte le sere, quale datore di lavoro li assumerebbe in quelle condizioni? Va da sé che, secondo gli intervenuti, molti dei “bivaccatori” di piazza Tevere potrebbero essere dediti a ben altre occupazioni, decisamente meno regolari e più proficue. Qualcuno pensa che ci sia un vero e proprio racket del lavoro irregolare, altri che alcuni di questi personaggi siano punto di riferimento per lo spaccio. Inutile dire che, se i Carabinieri continueranno a derubricare il problema a un mero fatto di ubriachezza molesta e non faranno una vera e propria azione investigativa che porti a liberarci di questi sgraditi “ospiti”, il problema, a detta di tutti, non si risolverà mai.

Anche gli espedienti di rifare la piazza, magari di chiuderla la sera con una cancellata, oppure di farla presidiare in continuazione dalle Forze dell’Ordine (alcuni vorrebbero addirittura l’Esercito) non risolverebbe il problema alla radice e lo sposterebbe solo più in là, anche se una piazza meglio organizzata, più vissuta, più illuminata e magari monitorata dalle telecamere sarebbe gradita a tutti. Ricordiamo infatti che l’unica telecamera presente è un modello “dome”, collocato dall’altra parte della piazza, con la visuale completamente coperta dagli alberi, quindi praticamente inutile.

Sono stati particolarmente incisivi alcuni ricordi dei residenti, di quando si poteva giocare a pallone in piazza Tevere, ma se si eccedeva con i tiri, subito un vigile redarguiva i ragazzi e minacciava una multa. Bei tempi. A detta di molti, oggi le multe vengono fatte solo per divieto di sosta perché non comporta nessun problema per chi le fa. I vigili non dirigono nemmeno più il traffico, e non solo a Certosa, si limitano a passare e non si fermano se notano qualcosa che non va. La sfiducia insomma è tanta, tra i residenti che sono intervenuti, i quali si rifiutano anche di fare proposte in quanto dicono che non sono i cittadini a doversi far carico del problema, bensì coloro che vengono pagati dalla collettività per farlo.

Il Comitato Quartiere Certosa, con questa iniziativa, ha voluto ascoltare la viva voce dei cittadini per capire come poter proseguire il suo impegno per il quartiere in tema di sicurezza. Dopo gli incontri avuti in passato con il Comandante della Polizia Locale, con alcuni graduati dell’Arma dei Carabinieri, con l’Assessore alla Sicurezza, a questo punto il Comitato si riunirà per decidere una serie di ulteriori passaggi ufficiali che possano aiutare il quartiere ad uscire da questa situazione ormai al limite.

 

 

San Donato Milanese, 24/09/2011

PIU’ DI CENTO PERSONE IN PIAZZA PER LA SICUREZZAultima modifica: 2011-09-25T15:36:00+02:00da luciarch
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