C’E’ BISOGNO DI COSTRUIRE NUOVE CASE?

Interessante articolo sul “Cittadino” in edicola oggi, riguardante l’emergenza casa nella limitrofa San Giuliano. In esso si evidenzia come, a fronte di una notevole richiesta di edilizia abitativa da parte delle fasce più deboli della popolazione, vi sia per contro una sovrabbondanza di offerta. Un grande stock di invenduto, a causa dei prezzi troppo alti, della crisi economica, del lavoro precario, della scarsa disponibilità delle banche a concedere mutui. Leggiamolo per intero:

“«L’emergenza casa a San Giuliano ormai ha caratteri impressionanti. Affitti e mutui altissimi, case sfitte che restano vuote pur di stare nel mercato, espulsione di sfrattati, italiani e stranieri, verso pendolarismi incredibili per lavorare». L’allarme del Comitato Casa sul mattone ormai diventato un sogno si è levato ancora una volta sabato scorso al Centro sociale Eterotopia, presentando alcune situazioni concrete di persone che non si possono più permettere San Giuliano per vivere. Ma nemmeno Melegnano e forse l’intera provincia di Lodi. Devono andare sempre più lontano. In zone sempre più esterne ma lavorando all’ombra del Duomo, perché alla fine è Milano con quel che le sta attorno ad offrire l’occupazione che si riesce a trovare. Il messaggio del Comitato Casa è accompagnato da alcune storie simbolo. Sono storie di stranieri ma si possono scambiare senza problemi con tante altre italiane. Marius Levy Cosmin, romeno in Italia da dieci anni, operaio specializzato, con la perdita del lavoro dipendente e il passaggio ad una cooperativa non ce la fa più a stare a San Giuliano, contando su un salario da 500 a 700 euro più i 300-400 della moglie. Deve abbandonare la città coi suoi due bambini e usufruire dell’ospitalità della Caritas di Cremona, che mette a disposizione una stanza. Fa da Cremona a Rho Fiera in treno via Codogno: 200 km al giorno. Bouchaib Bourd, elettricista, origini marocchine, ha 45 anni ed è in Italia da 23 assieme alla moglie. Paga 600 euro al mese per quaranta metri quadrati a San Giuliano. Tenta di resistere. Atika Assaine, 28 anni, mamma di un bambino di un anno e mezzo, ed il marito Driss Bourhaba, 31, vivono a Melegnano ma in questo momento in famiglia entra solo lo stipendio da operaia di lei: 750 euro. Non ce la fanno, da un anno sono insolventi e alla fine saranno sfrattati, dopo un processo perso di cui dovranno risarcire le spese. « La forza di una sola parte, i costruttori e i proprietari di case, aumenta sempre più», denuncia il Comitato. «I proprietari non registrano i contratti d’affitto; le immobiliari lavorano in nero; le cooperative pagano in nero in uno scenario al ribasso e all’evasione». Un quadro fosco in cui la città dei ricchi è fatta di case vuote: quelle che si spera di piazzare prima o poi a qualcuno che paghi il giusto. «Secondo noi ogni persona in cerca di casa a San Giuliano ne avrebbe dieci vuote a disposizione», si sbilanciano Eterotopia e Comitato, «ma nove restano blindate per ragioni astratte di mercato». Di fronte a questo contrasto centro sociale e comitato arrivano a chiedere «la requisizione provvisoria degli alloggi». Il manifesto per superare l’emergenza si conclude esigendo «il rispetto ferreo dell’accordo “affitto sicuro” firmato poche settimane fa fra l’assessore Pierluigi Dima, la proprietà edilizia e il sindacato degli inquilini. Chi affitta a costi sostenibili deve essere incentivato dall’abbattimento dell’Ici dal 2 allo 0,5 pr mille». E.D.”

Forse a San Donato, per ora, non c’è un’emergenza casa di queste dimensioni e di questa drammaticità, ma tutto fa pensare che ci si possa giungere in breve tempo. Quale sarà la risposta della politica a questo dramma? Quali proposte verranno dai candidati alla carica di Sindaco, la solita risposta di costruire nuovi alloggi, quando, come sappiamo, ve ne sono moltissimi sfitti o che non trovano un acquirente? Quella che si è realizzata in questi ultimi anni a San Donato è quasi esclusivamente edilizia privata a costi (altissimi) di mercato. Pochissimi gli alloggi in edilizia “convenzionata” (non sociale, pertanto) o con canoni d’affitto agevolati. Nel nuovo complesso che sorgerà al posto dell’ex Carta e Valori a Certosa, l’attuale sindaco Dompè è riuscito a contrattare con la proprietà, a fronte dui un indiscriminato aumento delle volumetrie (un vero e proprio regalo) solamente due appartamenti in affitto per giovani coppie. Eppure i lavori non sono ancora iniziati, sono in grande ritardo a causa, sembra, della difficoltà a vendere sulla carta i nuovi appartamenti. Chi ci salverà dalle prossime colate di cemento pensate per una classe sociale che ormai non ha più la possibilità di accedervi?

C’E’ BISOGNO DI COSTRUIRE NUOVE CASE?ultima modifica: 2012-02-13T12:58:40+01:00da luciarch
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