LA CITTA’ DEL FUTURO CI FA UN PO’ PAURA

Riportiamo integralmente l’articolo pubblicato ieri sul “Cittadino”, che riporta le previsioni dell’Amministrazione Dompè in fatto di crescita della nostra città. Previsioni “da paura”, che indicano una popolazione quasi al raddoppio, grazie, si fa per dire, ai nuovi insediamenti. Dove andrà a finire la “San Donato verde” che in tanti ci invidiano, come potrà reggere l’ormai desueta rete viaria a una tale impatto, dove troveranno posto tutte le nuove automobili, come si muoveranno, o non si muoveranno affatto, gli abitanti di questa città futura? In quali scuole manderanno i loro figli, di quali servizi potranno godere? E inoltre: chi si potrà permettere queste case con i loro prezzi già ora fuori mercato, tanto che molti alloggi restano invenduti? A prima vista, parrebbe che tale cifra non sia raggiungibile solo con le edificazioni già in atto ( e sulle quali non si può intervenire) ma anche con quelle previste nel PGT in fase di pubblicazione. Uno spunto importante per i candidati-Sindaco che dovranno dirci che intenzioni hanno ripetto al PGT e come si pongono davanti a queste preoccupanti previsioni.

“La città del futuro potrà espandersi fino ad ospitare circa 59mila 600 cittadini, contro l’attuale popolazione che alla fine del 2010 ruotava sui 35200 sandonatesi. La prospettiva di un territorio di 12,8 chilometri quadrati che potrebbe trasformarsi in una periferia fortemente urbanizzata, lungo i suoi 56 chilometri di strade, è stata confermata nella Relazione previsionale e programmatica che accompagna il bilancio di previsione, in discussione nei consigli comunali in scaletta per domani e giovedì. Ma in questa fase che precede il dibattito politico, il primo piano spetta ai numeri in cui si specchia questa parte di hinterland. Tornando al dato sulla capienza massima del territorio, il numero torna a far riflettere soprattutto a fronte delle recenti notizie, a partire dalla delibera di giunta dei giorni scorsi con cui si sono riaccesi i motori dello sviluppo del centro cittadino, che prevede nuovi insediamenti urbani nel Pratone e nel comparto “De Gasperi ovest”, insieme al decollo di una serie di altre iniziative, tra cui la realizzazione di una nuova piazza circondata da collegamenti ciclo-pedonali che uniranno tra loro punti strategici della città. Certo l’incremento di case sarà decisamente più contenuto rispetto al tetto massimo di abitanti che quest’area di hinterland è potenzialmente capace di ospitare, ma inizierà a portare un nuovo incremento di residenti. Sembra che interessato a scommettere su San Donato con un cospicuo investimento sia l’imprenditore Leonardo Caltagirone, che avrebbe un’opzione di acquisto sulle aree attualmente in mano ad una società finanziaria. Un occhio a questo punto va alla comunità. Emerge che, complice un mercato immobiliare dove i prezzi restano decisamente elevati rispetto alle altre realtà del circondario,la condizione socio economica delle famiglie, si legge nei carteggi ufficiali, resta «medio-alta rispetto agli altri comuni del Sud-Est Milano e ben collocata anche rispetto alla Regione di appartenenza». Se dunque negli anni scorsi il comune di prima fascia che ospita l’Eni figurava nell’elenco dei più ricchi d’Italia, sembra che per il momento ben poco sia cambiato. E se in passato San Donato, nei tempi in cui era prettamente composta da colletti bianchi dell’Eni, era annoverata tra le realtà più scolarizzate d’Italia, in base ai dati disponibili più recenti i laureati sono circa 4500, mentre quasi raddoppia il numero di abitanti, pari a 8350, in possesso di un diploma e altri 6653 residenti hanno la licenza media, compresi naturalmente i ragazzi che stanno studiando. Numeri e dati tratteggiano così uno spaccato del territorio, ma anche della collettività che lo abita.”

LA CITTA’ DEL FUTURO CI FA UN PO’ PAURAultima modifica: 2012-03-14T14:11:07+01:00da luciarch
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