IMPORTANTE BLITZ ANTIDROGA CON CENTRALE OPERATIVA IN VIA DI VITTORIO

E’ di ieri la notizia del “blitz” compiuto dalle Forze dell’Ordine per smantellare un importante traffico di droga nel sud-Milano, con base logistica in via Di Vittorio, come pubblicato sul “Cittadino”:

“Cade il quartier generale della droga in via Di Vittorio a San Donato. Due cellule tutte italiane, collegate tra di loro, che avevano diramazioni per lo spaccio di sostanze stupefacenti nel Sudmilano fino alle porte con il Lodigiano, ma che nella notte tra martedì e mercoledì sono state smantellate dai carabinieri della compagnia di San Donato. Eseguiti, a firma della procura della Repubblica di Milano, sedici ordini di custodia cautelare in carcere, in una notte decisamente movimentata non solo per via Di Vittorio, ma anche per altri comuni della zona dove sono stati rintracciati gli arrestati. Ventotto sarebbero le persone che a vario titolo figurano nel registro degli indagati sulla base di centosessantotto episodi di spaccio accertati nell’ambito delle attività di appostamento dei militari dell’Arma. Dalle 4 alle 5 sono stati allertati tutti i reparti della compagnia di San Donato, supportati dal terzo battaglione Lombardia e dalle unità cinofile; in tutto settanta uomini impiegati sul campo e, per evitare fughe durante l’operazione, il cielo è stato sorvolato da un elicottero dell’Arma. Un vero e proprio blitz, curato fin nel minimo dettaglio, a coronamento di un’indagine coordinata dal gip Paola Antonia Di Lorenzo che è stata lunga e, a detta degli inquirenti, assai complicata. (…) A maggio 2012 sembra comunque chiusa un’operazione iniziata a gennaio 2009, quando trentacinque persone sono finite in manette e a luglio quando si sono aggiunte altre otto persone che utilizzavano le palazzine di un’intera strada, via Di Vittorio appunto, come quartier generale per organizzare lo spaccio, far arrivare stupefacenti e dividerli tra i pusher. Le cose però sono cambiate e il neosindaco Andrea Checchi intende “riqualificare” il quartiere. «Noi abbiamo proposto un investimento di carattere culturale e programmatico sul quartiere di via Di Vittorio, una via fatta per la stragrande maggioranza di gente per bene, che per prima cosa ha interesse a che l’erba gramigna venga estirpata – commenta il primo cittadino -. Non possiamo che applaudire all’operato dei carabinieri e come amministrazione attiveremo a breve il vigile di quartiere per non abbassare la guardia sulla sicurezza. Ma, soprattutto, scommettiamo su una via sana, su gente che abbia voglia di stare nel quartiere, sentendolo proprio e dunque garantendone la vivibilità. Questo è l’obiettivo che ci proponiamo finalmente al governo di San Donato». “

L’argomento viene oggi ripreso sulle stesse pagine, con nuovi particolari:

C’era chi spacciava in cascina a San Giuliano, chi in un locale pubblico a Melegnano, chi ancora nel “fortino” di via Di Vittorio a San Donato. Tra gli acquirenti gente comune, ma anche vip che frequentavano la movida milanese, insospettabili personaggi dello spettacolo, per un giro d’affari di 300 mila euro al mese. Ventotto gli indagati, 16 di loro arrestati (sei provenienti dal Sudmilano e uno dal Lodigiano), tre dei quali già in carcere al momento del blitz con altri due finiti invece in manette in precedenza; tutti, in ogni caso, appartenenti a due gruppi criminali legati tra loro che in una sola notte, quella tra mercoledì e giovedì, sono stati completamente azzerati dai carabinieri della compagnia di San Donato a coronamento dell’operazione “Pipeline”, coordinata dal Pm Francesca Celle.Le prime mosse sono state compiute nel 2009 dopo il ritrovamento in un condominio sandonatese di via Di Vittorio di una mitraglietta, oltre a pistole e una bomba a mano, nascoste all’interno di un gabbiotto dei contatori. Due anni e mezzo dopo settanta uomini dell’Arma sono entrati in azione tra le province di Milano, Lodi, Bergamo, Pavia e Como per eseguire le ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal Gip Paola Di Lorenzo: hanno scandagliato via Di Vittorio cani antidroga, militari in divisa e in borghese, con il supporto anche di un elicottero e di riprese a infrarossi per non lasciare, in piena notte, possibili vie di fuga ai pusher.Per l’accusa, tra i pezzi grossi che spacciavano ai vip, che lo contattavano per «un paio di amiche» (due dosi), c’era in particolare Domenico B., milanese di 40 anni, che consegnava cocaina a bordo della sua Ferrari a qualsiasi ora del giorno a personaggi famosi in tutta Milano. Fermato anche Giovanni S., 40enne di Cerro al Lambro, in comunità di recupero a Graffignana, che aveva nella sua disponibilità una villa da oltre un milione di euro a Mairano. Niente piscina, ma un giardino da mille e una notte, che i carabinieri hanno chiesto di sottoporre a sequestro, negato dal giudice, insieme ad un lussuoso fuoristrada. Sebbene non risulti iscritto alle liste di collocamento, né abbia mai lavorato, pur in assenza di lasciti da parte dei genitori, il giudice ha ritenuto che non ci fossero elementi certi per dimostrare che sia la villa che l’auto fossero stati acquisiti tramite i proventi derivanti da attività illecita da parte dell’arrestato. Di spicco anche la figura di Carlo C., 36enne di Cerro al Lambro, elemento vicino al clan Gionta di Torre Annunziata, con interessi fino a San Giuliano Milanese. A lui i carabinieri hanno solo notificato l’ordine di custodia cautelare in carcere, già detenuto per l’omicidio di Saverio Luca Verrascina, ucciso con due colpi di pistola davanti alla propria abitazione lo scorso 10 gennaio, in via dei Mille, a San Giuliano Milanese. Altri tre provengono invece da San Donato, due donne in particolare, Angela P. di 49 anni e Elisabetta R. di 33 anni, a cui si aggiunge Marco G. di 34 anni. Invece a San Giuliano è stato arrestato Guido P., 31 anni, tra i più giovani in una vera e propria rete tutta italiana dello spaccio, se non per l’eccezione rappresentata da due marocchini, il 40enne di Paullo Mahamed D. e il 27enne di Milano Omar S. Gli altri arrestati, in provincia di Milano, Como e Pavia, sono Fabio G., Loris A., Andrea A., Salvatore L. Giovanni P., Massimo P. e Gioachino Z.; dapprima sono invece finiti in carcere Paolo V., attivo sulla piazza di Melegnano ed avente quale luogo di riferimento per lo spaccio un locale della città e Davide C. che spacciava invece in cascina Occhiò, una struttura semi-abbandonata a San Giuliano Milanese. Emiliano Cuti”


Ci sono voluti due anni, ma, a quanto sembra, l’impegno delle Forze dell’Ordine ha dato i suoi frutti. Ancora una volta si dimostra che una seria e costante attività investigativa è fondamentale, assieme, vorremmo aggiungere, al monitoraggio costante dei quartieri da parte anche della Polizia Locale e alla collaborazione dei cittadini. Bisogna tenere alta la guardia perchè, purtroppo, queste attività sono portate avanti da famiglie intere. Vedremo se la “mala pianta” è stata sradicata o se attecchirà ancora…

IMPORTANTE BLITZ ANTIDROGA CON CENTRALE OPERATIVA IN VIA DI VITTORIOultima modifica: 2012-05-25T15:47:00+02:00da admin
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento